Ecco i campioni dell’economia circolare abruzzese

Quello che prima era un semplice rifiuto oggi sempre più è una risorsa che rinasce a nuova vita, grazie a impianti all’avanguardia o soluzioni innovative e che si tramuta anche in energia da utilizzare per rendere un’azienda autonoma al 100%. Con l’obiettivo di ridurre sempre più il conferimento in discarica e di ridurre l’inquinamento delle nostre città, applicando le nuove tecnologie in favore dell’ambiente in tutti i settori, dalla mobilità all’agricoltura.

Storie raccontate da chi già pratica economia circolare in Abruzzo, quelli che Legambiente ha ribattezzato i Campioni dell’economia circolare, premiati questa mattina a bordo del Treno Verde, alla presenza di Giovanni Lolli, Vice Presidente della Regione Abruzzo; Giuseppe Di Marco, Presidente di Legambiente Abruzzo; Franco Gerardini, dirigente settore ambiente Regione Abruzzo; Mario Mazzocca, Sottosegretario alla giunta regionale con delega all’Ambiente, Marco Alessandrini, Sindaco di Pescara e Manuela Cardarelli, portavoce del Treno Verde.

“L’Abruzzo è una regione con delle straordinarie opportunità: una terra dalle grandi promesse con il record nazionale delle aree protette, oltre un terzo del territorio regionale, e un tasso di industrializzazione di circa il 23-24% che oggi guarda alla sostenibilità ambientale con i processi produttivi e le esperienze che portiamo a bordo del Treno Verde, dimostrano come l’attenzione verso un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente genera ricchezza e lavoro – dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo –. Ora la sfida è mantenere l’economia circolare al centro dell’agenda politica anche regionale, a partire dal nuovo piano regionale sui rifiuti. Far diventare tutto l’Abruzzo “Rifiuti free” attraverso l’ulteriore crescita della raccolta differenziata, la tariffazione puntuale, l’aumento dei costi di discarica e un sistema impiantistico virtuoso e ambientalmente sostenibile che punti all’autonomia regionale. Abbiamo comuni virtuosi nella raccolta differenziata ed eccellenze che hanno quasi annullato la necessità di smaltimento di quasi tutti i rifiuti normalmente prodotti. Per realizzare ciò oltre all’impegno delle amministrazioni e dei cittadini, è però importante che anche la politica faccia la sua parte attraverso l’introduzione di un sistema di tariffazione puntuale su larga scala, replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che la prevenzione e il riciclo siano sempre più convenienti e si azzerino le discariche e gli inceneritori”.

Sei i campioni dell’Economia circolare premiati questa mattina.

C’è ad esempio Fater, l’azienda che produce e commercializza in Italia, tra i vari prodotti, i pannolini per bambini Pampers, gli assorbenti femminili Lines che da diversi anni è attenta alla sostenibilità di tutte le attività aziendali, fino al post uso: una sfida che l’azienda ha inteso affrontare sviluppando e brevettando il primo processo tecnologico in Italia per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati. La soluzione di Fater elimina potenzialmente lo smaltimento dei prodotti assorbenti in discarica (65%) o tramite incenerimento (35%) per una frazione di rifiuti che pesa il 2,5% dei rifiuti solidi urbani e ammonta a 900.000 tonnellate annue. Questo processo, se fosse applicato a tutto il territorio nazionale, consentirebbe di eliminare 3 discariche l’anno. Inoltre, mentre il conferimento ordinario produce 266 kg di CO2 equiv/ton, il riciclo porterebbe ad evitare 168 kg di CO2 equiv/ton, consentendo quindi un risparmio complessivo di CO2equiv pari a quella prodotta da 130.000 autovetture medie in 1 anno.

La sfida del disassemblaggio delle autovetture a fine di recupero e non riciclo dei materiali nobili è una sfida complessa vista la complessità del prodotto. Tecnomatic spa un’azienda teramana specializzata in progettazione e produzione di macchine automatiche linee robotizzate per la produzione di componenti auto, negli ultimi otto anni oltre vanta circa duecento brevetti su motori elettrici innovativi per l’elettrificazione delle auto ed è oggi impegnata nel design for disassembling, ricerca e progettazione per poter disassemblare a fine vita i componenti delle vetture.

Nell’azienda agricola Aureli Mario S.S. i rifiuti, invece, diventano energia: l’azienda ha deciso infatti di dotarsi di un impianto di energia da fonte rinnovabile e nel 2010 ed ha costruito un impianto di biogas alimentato esclusivamente da biomassa di origine vegetale. Nello specifico l’alimentazione è costituita da sottoprodotti dell’azienda e viene integrata con delle colture dedicate. L’energia elettrica prodotta rende autonoma l’azienda al 100% mentre il recupero del calore, abbassa del 25% il fabbisogno di energia termica da produrre, infine il digestato finale essendo un ottimo ammendante riduce del 50% il consumo di fertilizzanti.

In Abruzzo si trova, inoltre, il primo centro di recupero per scarti di cartongesso e si colloca negli stabilimenti della Maco srl di San Giovanni Teatino (Chieti) collegato, per lo smaltimento, alla Siniat spa di Corfinio (L’Aquila). Al momento, si tratta dell’unico stabilimento italiano in grado di riciclare direttamente questo genere di rifiuti, riportandoli a nuova vita sotto forma di prodotto originale: lastre di cartongesso. Il progetto abruzzese è un esempio virtuoso di gestione dei rifiuti all’interno dei percorsi di economia circolare, parte integrante ed essenziale dello sviluppo sostenibile.

Ico, invece, è un’industria di cartone ondulato dal 1952, riveste un ruolo di primo piano tra gli scatolifici del nostro Paese e si distingue come l’unica azienda italiana ad avere, in uno stesso stabilimento, l’intero ciclo produttivo della produzione di carta, cartone e scatole e il riciclo delle stesse. Utilizza come materia prima, la carta proveniente dalla raccolta differenziata urbana o da altre aziende come materia prima seconda, per lo più materiale da imballaggio che invece di essere conferito nei rifiuti viene avviato al riciclo nella cartiera dell’azienda.

Valagro nasce in Abruzzo e si occupa di soluzioni per la cura e il nutrimento delle piante. L’azienda porta avanti ricerche e strumenti innovativi per produrre utilizzando meno terreno, meno acqua, meno mezzi tecnici. Le soluzioni Valagro comprendono innanzitutto i biostimolanti, formulazioni a base di sostanze e/o microrganismi che, applicate a piante o terreni, sono in grado di regolare e migliorare i processi fisiologici delle coltivazioni, rendendole quindi più efficienti.

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