Dai rifiuti una nuova economia: ecco le eccellenze calabresi

Quintali di scarti nella produzione dell’olio che fino a poco tempo fa nella migliore delle ipotesi venivano buttati o al massimo utilizzati nelle stufe al posto dei pallet o per produrre un olio di bassissima qualità. O ancora il letame delle fattorie, i sottoprodotti della lavorazione dei prodotti caseari, l’olio esausto o banalmente capi d’abbigliamento che dopo pochi utilizzi finivano nella pattumiera. Oggi non sono più rifiuti da smaltire, ma risorse: trasformati in innovativi prodotti per l’edilizia o gli arredi, cosmetici o più banalmente energia rinnovabile.

Storie e opportunità dell’economia circolare, accompagnate dalle esperienze virtuose dei Comuni Ricicloni calabresi raccontate questa mattina a bordo del Treno Verde 2017.

“L’economia circolare è un’economia che fa bene al Paese, visto che secondo la Commissione Europea potrà permettere di creare, entro il 2030, 580 mila posti di lavoro in Europa e 190 mila in Italia – sottolinea Laura Brambilla, portavoce del Treno Verde -. Per questo Legambiente chiede alle Istituzioni europee un quadro di norme molto ambizioso, con regole chiare e precise, per un tema decisivo per il nostro futuro. Una richiesta contenuta nel Manifesto dell’economia circolare sottoscritto questa mattina dai Campioni calabresi.Vogliamo dimostrare che l’Italia ha oggi tutte le carte in regola per fare da capofila nell’economia circolare europea, grazie alle tante esperienze virtuose in atto nel Paese e che oggi mettiamo in mostra anche in Calabria, dove vogliamo contribuire a creare un fronte compatto per dare una svolta alla gestione del ciclo dei rifiuti e abbandonare una volta per tutte gli enormi errori del passato”.

Sette i campioni dell’Economia circolare saliti sul podio del Treno Verde –  in sosta fino a domani al binario 1 della stazione di Paola – premiati con una medaglia realizzata con The Breath, un innovativo tessuto in grado di adsorbire e disgregare le molecole inquinanti.

Tra i Campioni premiati a livello nazionale c’è il Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, da più di 15 anni un modello virtuoso per il riciclo dei rifiuti di imballaggio. Il Consorzio ha segnato il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica ad un sistema integrato, che si basa sulla prevenzione, sul recupero e sul riciclo dei sei materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. E nel solo territorio della provincia di Cosenza, nel 2015, sono state raccolte 26.333 tonnellate di questi rifiuti di imballaggio che avviati al riciclo ha permesso ai comuni di beneficiare di 3,1 milioni di euro di corrispettivi per i maggiori oneri derivanti dalla raccolta differenziata, secondo quanto previsto dall’Accordo Quadro ANCI-CONAI.

Rifiuti raccolti molto spesso in contenitori che sono essi stessi un esempio di sostenibilità ambientali: è quello che accade ad esempio per i prodotti di Eurosintex che dal 1996 è leader nel mercato dei contenitori per la raccolta dei rifiuti realizzati con plastica proveniente da riciclo, certificata con un importante marchio di conformità ecologica.

E diventerebbero rifiuti destinati a discariche e inceneritori anche importanti sottoprodotti e scarti dell’agricoltura. C’è invece chi ha saputo non sprecare questo enorme patrimonio proprio in Calabria. Ecoplan, azienda di Polistena (RC), ad esempio ha un know how e un processo produttivo unico al mondo per i suoi pannelli riciclabili al 100% e all’infinito che li rende una valida ed ecologica alternativa al legno. Tutto realizzato grazie al recupero di sottolavorati dell’olio di sansa che un tempo finivano in discarica.

Dai rifiuti si ricava anche energia ed è proprio così che chiude il cerchio la Fattoria della Piana a Rosarno, una coop di allevatori calabresi che si occupa della raccolta e della trasformazione del latte. La centrale biogas consente alla Fattoria di essere energeticamente autonoma letame recuperando il liquame proveniente dalle stalle e il siero che residuo dalle lavorazioni del caseificio. Un ecosistema autosufficiente, capace di produrre energia dagli scarti dell’industria agroalimentare e zootecnica, e di fornire una opportunità di smaltimento e di valorizzazione di biomasse che da rifiuto possono diventare risorsa e ricchezza.

Al Consorzio Macrame’ – composto da circa 30 soggetti provenienti da due consorzi Kalon Brion e Terre del Sole – sono ora impegnati invece in un progetto di lombricoltura su impianto di compostaggio per il trattamento della frazione organica di due comuni partner nel progetto “Mestieri Legali”.  L’impianto di lombricoltura verrà realizzato in un’area confiscata al clan Iamonte e servirà a trasformare i rifiuti organici dei due Comuni in ottimo compost. Un prototipo di economia circolare che porterà enormi bene ci ambientali per il territorio e tipo economico per le stesse casse comunali.

Inserimento sociale, economia circolare e tutela ambientale animano anche i soci della Cooperativa Felici da Mattinata nel 2003 a Roccella Jonica. Dal luglio di tre anni fa, alla raccolta degli abiti usati per trasformarli in altri materiali, Felici da Matti, ha stretto un accordo con il comune di Roccella Ionica, diventando anche Centro di raccolta comunale degli oli vegetali esausti dai quali nasce il “Bergolio”, un ottimo sapone fatto in casa aromatizzato al Bergamotto.

Alla base di molte attività di economia circolare c’è il corretto recupero e riciclo dei rifiuti, oltre a serie politiche di riduzione del secco indifferenziato. Ed è quello che accade nel piccolo comune di Casole Bruzio (CS) che anche quest’anno si conferma il comune più virtuoso della Calabria nella raccolta differenziata dei rifiuti con una percentuale dell’87,6%, classificato anche come Rifiuti Free, grazie alle azioni di riduzione della frazione secca dei rifiuti.

1 Comment

  1. Thanks for finally talking about >Dai rifiuti una nuova economia:
    ecco le eccellenze calabresi – Treno Verde <Loved it! http://sco.lt/5AVaaX

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *