Le città lombarde ancora sotto la cappa dello smog

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I livelli di smog a Milano, così come in molte altre città della Lombardia, non sono più tollerabili: delle 25 centraline di monitoraggio presenti nei territori urbani dei capoluoghi lombardi, circa il 65% ha già superato il limite di 35 giorni previsto dalla normativa per il Pm10. Ma a preoccupare è l’inquinamento acustico che anche Milano raggiunge livelli ben al di sopra di quelli consentiti dalla legge in quattro dei cinque punti analizzati. Una situazione che si riscontra nell’80% dei monitoraggi effettuati nelle 11 città esaminate da Legambiente in tutt’Italia. E anche se sembra un problema marginale, l’eccessivo rumore ha conseguenze dirette sul benessere e sulla qualità della vita e sta diventando sempre più una minaccia per la salute pubblica secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

È questo il bilancio del Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare che chiude oggi a Milano il suo tour 2017 dopo quaranta giorni di viaggio da sud a nord della penisola. I dati del monitoraggio e le proposte contro smog e rumore sono state presentate questa mattina in conferenza stampa da Andrea Minutolo, coordinatore Ufficio scientifico Legambiente e Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia alla presenza di Lorenzo Radice, responsabile sostenibilità Gruppo FS; Lucia Paciucci, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR; Gianmarco Cammi, Direttore Operativo Anemotech e Riccardo Bani di Teon.

Nel corso del suo itinerario il Treno Verde ha effettuato ben 202 misurazioni di polveri sottili; 55 hotspot per analizzare lo smog 54 misurazioni del rumore.

“La qualità dell’aria nelle città italiane, come confermano i monitoraggi eseguiti quest’anno dal Treno Verde, è sempre più critica e deve finalmente diventare una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale, altrimenti continueremo a condannare i cittadini italiani a respirare aria inquinata – dichiara Andrea Minutolo, coordinatore dell’Ufficio scientifico di Legambiente -. Comuni e Regioni, e poi il governo, ciascuno per le sue competenze devono finalmente affrontare questa situazione uscendo dalla logica dell’emergenza, garantendo un diverso modo di pianificare gli spazi nelle aree urbane, oltre che investimenti nella riqualificazione e nell’innovazione nell’edilizia e nel riscaldamento, dando sempre più spazio a sistemi di mobilità innovativi e investimenti sul verde urbano. Auspichiamo poi l’istituzione e il funzionamento di un coordinamento forte e permanente tra i diversi livelli di governo del territorio, autorità ambientali e sanitarie e i diversi soggetti interessati, per riuscire ad essere efficaci in quest’azione ormai necessaria”.

Che sullo smog la situazione sia critica in tutta la Lombardia lo dimostrano i dati ufficiali. Nei primi 90 giorni del 2017 per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico a Milano 3 centraline su 3 hanno superato il limite (Senato 45 giorni, Pascal Città studi 44 e Verziere 37); stessa situazione a Cremona (Gerre Borghi 46, Piazza Cadorna 45 e Fatebenefratelli 51) e Pavia (Minerva 44, Folperti 37). A Mantova sono 3 su 4 le stazioni fuorilegge (solo Tridolino è ferma a 31 giorni, 40 sono invece i superamenti di Piazza Gramsci e S. Agnese, 36 Via Aristo); Lodi (Viale Vignati 37), Bergamo (Garibaldi 36), Brescia (Villaggio Sereno 44), Como (Viale Cattaneo 41), Monza (Machiavelli 40), Varese (Copelli 32).

Solo negli ultimi giorni la morsa dello smog sembra dare tregua alle città lombarde, dal 23 marzo ad oggi infatti non ci sono stati superamenti del limite giornaliero (ad eccezione di due centraline milanesi che hanno registrato un superamento ciascuna).

“Milano tocca oggi i 53 giorni complessivi di superamento dei limiti di Pm10, registrando da inizio anno 17 giorni consecutivi di sforamento. Lo smog durante tutto l’inverno ha toccato punte preoccupanti. L’emergenza è ora calata, come dimostrano gli ultimi rilevamenti, ma la situazione è ormai cronica e deve essere affrontata in anticipo prima della prossima stagione fredda, quando le polveri sottili torneranno a salire – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. I dati del monitoraggio ambientale condotto dai tecnici di Legambiente, inoltre, rivelano come Milano sia una città con livelli di inquinamento acustico troppo elevati. Si rende necessario tutelare soprattutto i più piccoli. Ci auguriamo che l’amministrazione, attraverso il piano di governo del territorio, preveda misure per il contenimento del rumore nelle aree sensibili adiacenti alle scuole e ai parchi cittadini.”

IL MONITORAGGIO SMART DEL TRENO VERDE

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Il monitoraggio del Treno Verde – realizzato grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR-IIA e dell’Università IUAV di Venezia e realizzato grazie ad una strumentazione portatile che consente di misurare i valori di inquinanti atmosferici (PM10, PM2,5, PM1) e acustici – non vuole sostituirsi ai controlli eseguiti dagli enti preposti, ma fornire un’istantanea, in termini d’inquinamento atmosferico e rumore, su alcuni percorsi all’interno dei quartieri delle nostre città.

Nelle giornate del 29 e 30 marzo, sono state monitorati cinque punti a diversa criticità nella città di Milano, con particolare attenzione ai livelli di polveri sottili e di rumore: in via Francesco Restelli nei pressi del palazzo della Regione e lungo Piazzale Cimitero Monumentale; la scuola di Viale Luigi Bodio, Piazzale Loreto e Porta Venezia, punti questi utili per ragionare sulla proposta di estensione dell’area C. Nonostante l’intenso traffico le concentrazioni rilevate nelle misurazioni eseguite per un’ora dai volontari di Legambiente, non hanno mostrato valori di pm10 particolarmente alti, in linea con i valori di concentrazione rilavati dalle centraline della città nei giorni scorsi.

Per quanto riguarda le misurazioni dell’inquinamento acustico, invece, i tecnici hanno rilevato decibel elevati in quattro dei cinque punti monitorati, con valori oltre i limiti previsti dal piano di zonizzazione acustica della città: in Piazzale Cimitero Monumentale il LAeq (l’unità di misura per le rilevazioni ambientali) è stato di 80db contro un limite per le aree definite “ad intensa attività umana” (Classe IV della zonizzazione) di 65db. Stessa classe di appartenenza per il punto di Viale Luigi Bodrio, dove il LAeq è stato di 71,7 db. Anche a Piazzale Loreto i decibel sono stati 75,4 contro un limite di 65db, mentre a Porta Venezia i decibel raggiunti son stati 73,1.

 

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