Pescara, rumore oltre le soglie di legge in quattro punti su cinque

Smog contenuto, ma rumore ben oltre i limiti stabiliti. Anche a Pescara l’inquinamento acustico raggiunge livelli ben al di sopra di quelli consentiti dalla legge in quattro dei cinque punti monitorati. E anche se sembra un problema marginale, l’eccessivo rumore ha conseguenze dirette sul benessere e sulla qualità della vita e sta diventando sempre più una minaccia per la salute pubblica secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per combattere smog e inquinamento acustico occorre un decisivo cambio di passo nel pensare lo sviluppo di una città: per questo Legambiente lancia la sua sfida alle amministrazioni delle città abruzzesi per una nuova idea di mobilità che privilegi il trasporto pubblico locale; una mobilità fatta di aree pedonali e zone a traffico 30 per agevolare anche la ciclabilità nelle aree urbane.

Come ogni anno il Treno Verde segue un programma di monitoraggio della qualità dell’aria nelle città italiane per ribadire la necessità che questa diventi una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale. Le città sono, infatti, il centro della sfida climatica in tutto il mondo, perché è nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni.

“Non possiamo continuare a condannare i cittadini a vivre in città rumorose e inquinate per diversi mesi all’anno. – afferma Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Siamo usciti dai mesi dell’emergenza smog e questo è il momento per pianificare gli interventi e le misure per evitare di rientrarci al prossimo inverno. I contenuti previsti nelle misure antismog devono però essere pensati in maniera diversa e garantire un diverso modo di pianificare gli spazi nelle aree urbane, investimenti nella riqualificazione e nell’innovazione nell’edilizia e nel riscaldamento, sistemi di mobilità innovativi e investimenti sul verde urbano. La sfida non è impossibile, gli strumenti ci sono e qualcuno ha già iniziato a metterli in pratica a dimostrazione che la sfida oggi si può giocare e soprattutto vincere. Convinti che alla fine non solo avremo aria più pulita ma anche città più belle, sicure e vivibili e per ottenere questo risultato avremmo ottenuto anche grandi vantaggi sul fronte occupazionale ed economico”.

Anche in Abruzzo il lavoro da fare è ancora tanto. A partire dal disincentivare il trasporto privato su gomma che continua ad essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno.

“Il tasso di motorizzazione in questa regione resta tra i più alti d’Italia, con 64 auto ogni cento abitanti – sottolinea Giuseppe di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo -. Negli ultimi anni qualche passo avanti è stato fatto ma di fronte allo smog e all’inquinamento acustico non servono interventi sporadici ma misure radicali e, talvolta, impopolari per una mobilità verso “zero emissioni”. Pescara ad esempio deve dotarsi al più presto un piano della mobilità che tenga conto di queste esigenze e disegni la città di domani, utilizzando le migliori esperienze che già oggi sono una realtà. In questa partita è fondamentale anche il ruolo della Regione nel predisporre piani, misure e nuovi fondi da destinare a progetti innovativi. Positiva la notizia, emersa dal dibattito, dell’aggiornamento del piano regionale sulla qualità dell’aria e la volontà di reiterarlo anno per anno. C’è bisogno di concretezza e ambizione nell’affrontare scelte lungimiranti se davvero si vogliono rilanciare i centri urbani, oggi in forte sofferenza e indietro rispetto alle altre città europee”.

Smog da non sottovalutare come dimostrano i dati sui superamenti giornalieri della soglia del Pm10 stabilita dalla normativa. La situazione a livello regionale vede le centraline pescaresi di via Sacco con 9 giorni di superamento nel 2017 (rispetto ai 35 annui consentiti), 5 giorni per la centralina di via Firenze nuova e 4 per quella di Teatro d’Annunzio. Nel teramano la centralina di Porta Madonna ha registrato 11 superamenti, mentre ad Atessa (nel chietino) le giornate sopra i limiti di legge sono state 11 e a Chieti scalo le giornate di superamento sono state 6.

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Il monitoraggio del Treno Verde – realizzato grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR-IIA e dell’Università IUAV di Venezia e realizzato grazie ad una strumentazione portatile che consente di misurare i valori di inquinanti atmosferici (PM10, PM2,5, PM1) e acustici – non vuole sostituirsi ai controlli eseguiti dagli enti preposti, ma fornire un’istantanea, in termini d’inquinamento atmosferico e rumore, su alcuni percorsi all’interno dei quartieri delle nostre città.

Cinque i punti individuati nelle diverse zone della città di Pescara, dove – nelle giornate del 12 e 13 marzo – i tecnici di Legambiente hanno eseguito una misurazione per un’ora i livelli di polveri sottili e di rumore: in Viale Giovanni Bovio (all’altezza di via Donatello), alla Rotonda di via Nazionale Adriatica (angolo via Settimo Torinese), in via Firenze (angolo con via Venezia), in via Tiburtina Valeria (presso la zona industriale) e infine in via Fonte Romana (all’incrocio con via Renato Paolini).

In quattro punti su cinque il rumore rilevato ha superato i valori previsti dal piano di zonizzazione acustica della città: in viale Giovanni Bovio i decibel hanno raggiunto un LAeq (l’unità di misura per le rilevazioni del rumore ambientale) di 69,9 db contro un limite di 65 db per le aree che ricadono in IV classe di destinazione d’uso del territorio (definite Aree di intensa attività umana); stessa classe di appartenenza e stesso limite superato per i punti fatti alla Rotonda di via Nazionale Adriatica (rilevamento eseguito nel tardo pomeriggio di domenica 12 marzo) e a via Firenze dove il LAeq è stato rispettivamente di 67,5 db e di 66,7 db. Fuori dai limiti anche il punto più sensibile di via Fonte Romana all’angolo di via Paolini (nei pressi della zona ospedaliera) dove i decibel registrati hanno evidenziato un LAeq di  69,5db contro un limite di  60 db. Entro i limiti di legge il punto nella zona industriale (LAeq rilevato di 67,8 contro un limite di 70 db per le aree prevalentemente industriali).

Basse le concentrazioni di polveri sottili registrate nella giornata di lunedì 14 marzo, con valori sotto i 10 microgrammi per metro cubo. L’unico picco oltre i 10 µgr/mc registrati la domenica pomeriggio nella zona intorno alla rotonda di via Nazionale Adriatica – via Settimo Torinese, con valori compresi tra i 14 µgr/mc come media oraria e i 16 µgr/mc (come media su 10 minuti nel punto di via dell’Emigrante angolo strada del Palazzo).

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