Manifesto
per una mobilità a zero emissioni

Dieci impegni per cambiare volto alle nostre aree urbane

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Siamo tutti cittadini, liberi e mobili

Cittadini, molto prima che automobilisti, ciclisti, motociclisti, utenti del treno, del tram, nave o aereo.
Liberi di trovare amici, lavoro, studiare, divertirci, conoscere il mondo spostandoci con il mezzo di trasporto più utile e senza inquinare. Viviamo in aree urbane dove l’inquinamento atmosferico produce effetti pesanti sulla salute delle persone e sui monumenti.

Abbiamo diritto a muoverci senza danni e costi collaterali, a emissioni zero. Oggi è possibile farlo con prezzi e tempi accettabili, superando una visione incentrata sull’automobile privata e aprendo a tutte le innovazioni e integrazioni possibili tra la mobilità ciclabile e elettrica, pubblica e condivisa.

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Siamo nati per camminare

Qualsiasi viaggio inizia e finisce a piedi. Il “cambio di paradigma sta dal progettare le città per le macchine al progettare le città per le persone” ha annunciato il vicesindaco di Oslo. E così Oslo ha deciso di limitare drasticamente l’accesso alle autovetture nella città norvegese. Priorità al pedone, all’uscita di casa, nei centri delle città o dei quartieri, attorno alle scuole, nella natura. Di conseguenza va ridisegnato lo spazio urbano.

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Cento strade per giocare

Da secoli, bambini e adulti, hanno giocato in strada. Oggi in città ci sono sempre meno bambini e sempre più auto. Solo recentemente, nelle città più ricche e attrattive, si vedono meno auto e più gente. Cento strade per giocare è una nota iniziativa di Legambiente, con lo scopo di togliere tutte le auto e rendere la strada libera e sicura per giocarci. Per ricordare che da sempre, secoli dei secoli, bambini e adulti hanno giocato in strada. Meno auto e più popolo.

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Lo spazio pubblico è bene comune

Lo spazio pubblico serve anche incontrarsi, per sedersi ai tavoli di un bar, all’ombra di un albero, giocare, manifestare le proprie opinioni e visitare monumenti, bancarelle o vetrine. Per entrare in città in auto si pagherà, come a Londra e Milano.
Parigi sta riducendo lo spazio “occupato” da careggiata e parcheggi per le auto: l’obiettivo è dimezzarlo! Nelle città d’Europa la sosta su suolo pubblico è vietata o a pagamento. Con il ricavato si finanzia trasporto pubblico e condiviso (sharing): il centro si rende così più accessibile a tanti, a tutti.

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Innanzitutto, sicurezza

Più di tremila i morti in Italia a causa di incidenti stradali. In città, i mezzi più sicuri sono quelli più leggeri e lenti. Negli spostamenti più rapidi, la sicurezza è nei mezzi collettivi. Come nel vecchio far west: vietare le armi in città, oggi SUV e fuoristrada.
Treni, metropolitane, aerei, grandi navi già oggi hanno un doppio pilota: automatico e umano. In futuro tutti i mezzi di trasporto saranno connessi e disporranno di sistemi di protezione e sicurezza crescenti. Dovremo apprendere tutti la convivenza di differenti stili e sistemi di mobilità dei mezzi e delle persone, soprattutto in città. Muoverci leggeri in sicurezza.

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Il trasporto a zero inquinamento

L’inquinamento nelle città italiane è causa di oltre 60mila decessi prematuri. Solo una mobilità muscolare e/o elettrica (rinnovabile) può garantire “zero emissioni”. Già oggi in Europa camion e diesel non possono più entrare nelle città più inquinate. Per questa ragione le grandi città hanno iniziato a delimitare vaste zone a emissioni limitate (Low Emission Zone o AreaB a Milano), in cui è vietato l’ingresso ai veicoli più inquinanti e gli altri pagano in proporzione al grado di inquinamento: i più tartassati sono i camion e i diesel più grandi.

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Muoverci leggeri, il viaggio con più mezzi

La bicicletta è il mezzo più efficiente per quadruplicare la velocità del pedone. Se pieghevole la porto in autobus, in auto e in ufficio. È la micromobilità (dal monoruota elettrico al monopattino, sino al quadriciclo), di proprietà o condivisa, a far la differenza.
La leggerezza riduce i consumi e gli attriti. Per i viaggi più lunghi o faticosi c’è il mezzo pubblico, sempre più accessibile grazie ai mezzi di micromobilità, anche elettrici. Ma se debbo portare dei colli, in famiglia, l’auto può essere il mezzo più efficiente: e bello sarebbe poter scegliere di volta in volta il mezzo più utile, sicuro meno inquinante, usandolo a minuti, ore, giorni o mesi, pagandone solo l’uso, non la proprietà, il parcheggio, le tasse, ecc.

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Il trasporto pubblico forma la città, è il primo violino

La bicicletta è il mezzo più efficiente per quadruplicare la velocità del pedone. Se pieghevole la porto in autobus, in auto e in ufficio. È la micromobilità (dal monoruota elettrico al monopattino, sino al quadriciclo), di proprietà o condivisa, a far la differenza.
La leggerezza riduce i consumi e gli attriti. Per i viaggi più lunghi o faticosi c’è il mezzo pubblico, sempre più accessibile grazie ai mezzi di micromobilità, anche elettrici. Ma se debbo portare dei colli, in famiglia, l’auto può essere il mezzo più efficiente: e bello sarebbe poter scegliere di volta in volta il mezzo più utile, sicuro meno inquinante, usandolo a minuti, ore, giorni o mesi, pagandone solo l’uso, non la proprietà, il parcheggio, le tasse, ecc.

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La sharing mobility

Con l’internet delle cose, usciremo di casa a piedi e “connessi” a tutti i treni, bus, bici o automobili, piccole o grandi che ci servano, pagando solo il passaggio o l’uso esclusivo a minuti, ore, giorni o mesi. Se la tecnologia e la pianificazione dei servizi sono davvero aperti e accessibili a tutti, ciascuno di noi avrà la ragionevole garanzia di poter organizzare la propria giornata, i propri spostamenti quotidiani, senza tardare agli appuntamenti e tornando meno stressato a casa la sera. Trovando di volta in volta il treno, il bus, la bici o l’auto che gli serve. Usciremo di casa a piedi “connessi” con tutti i mezzi di trasporto cittadino disponibili. Pronti anche a condividere i viaggi più lunghi, per recarci tutti i giorni a scuola o al lavoro, come le vacanze. La sharing mobility, con mezzi poco inquinanti, deve quindi godere delle agevolazioni, priorità e sostegno del trasporto pubblico. È parte delle politiche locali del trasporto pubblico.

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Mobilità socialmente sostenibile

La mobilità a zero emissioni per tutti è già ora possibile, soprattutto nelle città dotate di servizi pubblici elettrici e di servizi di auto, scooter e presto monopattini tutti elettrici e in condivisione. Meno costi, meno tempo e occasioni perse. Questa è la smart city, piccola o grande che sia. I centri urbani delle grandi città sono attrattivi anche perché non ci sono (quasi) più motori a combustione. Ci si muove di più, si colgono più occasioni, dove ci si sposta a “zero emissioni”, come in città: a Milano metà degli spostamenti avvengono già oggi a zero emissioni, perché a piedi, in bici, in metropolitana, passante ferroviario, tram, auto, scooter e presto monopattini tutti elettrici e tutti in condivisione. Dal 2025 Milano sarà “gasolio free”. Dal 2030 anche l’ultimo autobus a combustione diventerà elettrico. Tutto possibile solo se la città sarà più accessibile, a minor costo, per tanti, per tutti.