Il Treno Verde ad Arezzo. Analisi, spunti e proposte sulla mobilità sostenibile per la Toscana e la città

La conversione dei km di ferrovia ancora non elettrificata, il tema degli scali aeroportuali intercontinentali in regione, il completamento della Fano – Grosseto, la messa in sicurezza dell’ultimo tratto di Aurelia e la mobilità sostenibile per la città di Arezzo.

Sono questi i principali temi dell’incontro che ha avuto luogo stamane a bordo del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane in sosta al binario 1 della stazione di Arezzo fino a domani 12 marzo. In quarta carrozza sono state presentate alla stampa e alla cittadinanza due buone pratiche della mobilità sostenibile in regione: la nuova tramvia fiorentina e la start up GreenApes, del gruppo FS Innovation.

A parlarne sono stati Simone Nuglio, portavoce del Treno Verde, Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, Vincenzo Ceccarelli, Assessore al Governo del Territorio Regione Toscana, Marco Sacchetti, Assessore all’Ambiente del Comune di Arezzo, Gianluca Scarpellini, Direttore Regionale Toscana di Trenitalia, Giulietta Pagliaccio, Presidente nazionale di FIAB, Maria Luisa De Petris, consorzio nazionale Ecopneus, Gabriele Grigolo, key account manager di EnelX, e Gregory Eve, CEO e co-fondatore GreenApes, in un seminario coordinato da Chiara Signorini, Presidente di Legambiente Arezzo.

“In Toscana il deficit infrastrutturale è un tema che si pone davvero soprattutto per il sud della regione – ha affermato il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza – in particolare per il grossetano e l’area dell’Amiata, oltre che per altre due aree interne settentrionali, come l’Alta Garfagnana e l’Alta Valtiberina. Riteniamo buono quanto fatto dalla Regione finora, soprattutto in termini di investimento sulla cura del ferro e sul forte ringiovanimento dell’età media delle vetture, ma vogliamo rilanciare un piano di sviluppo più ambizioso, in linea con le aspettative della nostra associazione”.

Una visione strategica della mobilità in Toscana non può prescindere dall’analisi dell’esistente: circa 500 km della rete ferroviaria regionale, un terzo del totale, non è infatti ancora elettrificato. Su queste linee viaggiano ancora vecchie carrozze a diesel: “Una grande scommessa da vincere, inoltre, sarebbe quella di potenziare la ferrovia lungo il corridoio tirrenico, parallelo alla vecchia via Aurelia”, ha affermato nel corso dell’incontro Ferruzza.

Altro tema è quello del ricorrente dibattito sull’aumento della vocazione intercontinentale per l’aeroporto di Firenze: “I dati dimostrano che non c’è un deficit per i toscani sulla vicinanza di un scalo aeroportuale intercontinentale – sottolinea il numero uno di Legambiente Toscana – ci sembra anzi un fabbisogno fittizio e forzoso. Tutti i territori della Toscana hanno vicino uno scalo di portata internazionale, se guardiamo agli aeroporti più prossimi in Regione, sull’Appennino e nel Lazio. Ci chiediamo, piuttosto, se i numeri dell’accoglienza turistica oggi, a Firenze, siano ancora sostenibili”.

L’ultima direttrice della riflessione strategica dell’associazione ambientalista riguarda il trasporto su gomma: da un lato, per evitare l’isolamento dell’area maremmana, è necessario il completamento della cosiddetta “Due mari”, che va da Fano a Grosseto; dall’altro, è positivo che la Regione Toscana stia provvedendo alla messa in sicurezza della Superstrada Tirrenica, ma è necessario completare l’ultimo tratto, in quel di Capalbio.

Il seminario sul Treno Verde ha rappresentato anche l’occasione per porre l’accento su criticità e proposte in merito alla mobilità urbana della città di Arezzo: “Riteniamo che il PUMS, così com’è, sia uno strumento insufficiente – ha affermato Chiara Signorini, presidente del circolo cittadino di Legambiente – chiediamo che vengano posti in essere disincentivi a percorrere la città in lungo e in largo con l’auto”.

Le potenzialità della mobilità sostenibile ad Arezzo sono importanti, perché la comunità potrebbe alleggerire il problema del traffico con relativa facilità: “Non servono investimenti economici imponenti – ha sottolineato Signorini – occorre disincentivare all’utilizzo dell’auto dentro le mura, analogamente a quanto accade in altre città storiche toscane, messa in sicurezza dei punti sensibili e dei percorsi di mobilità dolce, come le piste ciclabili e le aree pedonali”.

Leggi il programma completo della tappa aretina

 

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