Le città italiane ancora sotto la cappa dello smog

Le nostre città continuano a vivere sotto la cappa dello smog come testimonia l’aggiornamento della classifica Mal’aria di Legambiente (dati al 31 marzo): dopo appena tre mesi dall’inizio dell’anno sono già 17 le città capoluogo che hanno superato il limite annuale di 35 giorni di superamento dei livelli di Pm10 previsti dalla normativa (con una concentrazione superiore a 50 microgrammi metrocubo come media giornaliera). La situazione più critica è in Veneto dove quasi tutti i capoluoghi (unica eccezione Belluno) hanno superato il limite in quasi tutte le stazioni di traffico o fondo urbano (l’86% delle stazioni presenti). Le città peggiori al momento sono: Torino (stazione Grassi) dove sono stati già registrati 52 giorni di superamento; Rovigo – Centro (50 superamenti); Verona – Borgo Milano (49); Cremona – via Fatebenefratelli (48) e Milano – Senato (48).

Senza dimenticare che appena lo scorso mese l’Italia è stata nuovamente deferita dalla Commissione Europea alla Corte Giustizia Ue per le mancate azioni messe in campo per combattere l’emergenza smog, che segue quello del 2018 per sforamenti dei limiti di Pm10. A dimostrazione di quanto poco il nostro Paese abbia fatto finora su questo fronte. Il rischio è quindi di nuovi deferimenti e possibili maxi-multe, e a pagare ancora una volta sarebbero i cittadini in termini di salute e soldi.

«I numeri dell’emergenza smog e i continui richiami dell’Unione Europea ci ricordano ogni volta quanto sia urgente realizzare al più presto un Piano nazionale contro l’inquinamento che penalizzi economicamente, tra le varie cose, il traffico motorizzato privato investendo sul potenziamento del trasporto pubblico locale, pendolare e su ferro – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –. Oggi abbiamo un’occasione unica per costruire concretamente una mobilità a zero emissioni, non solo l’auto elettrica, ma gli spostamenti a piedi, in bici, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni metropolitani e regionali. Nuove forme per muoversi e al tempo stesso contrastare i cambiamenti climatici, ridurre l’inquinamento locale e rendere più vivibili le nostre città. Servono, però, scelte coraggiose e di sistema per invertire la rotta. Diversi territori, come dimostrano le esperienze raccontate in questo nuovo viaggio del Treno Verde, sono già pronti ad affrontare questa rivoluzione, ma senza ambiziose politiche nazionali, regionali e locali non vinceremo questa sfida».

Oltre alle politiche nazionali anche i Comuni possono fare molto, a partire dall’adozione di ambiziosi Piani Urbani di Mobilità Sostenibile. La mobilità emissioni zero non è solo l’auto elettrica, che nelle città non rappresenta neppure l’1% della mobilità automobilistica. Ma gli spostamenti a piedi, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani, sono già modalità molto utilizzate per gli spostamenti urbani: in città come Milano e Napoli, ormai metà degli spostamenti degli abitanti e dei pendolari avvengono già oggi a zero emissioni locali. Legambiente chiede quindi anche ai Comuni di darsi un traguardo ambizioso: “mobilità emissioni zero” entro il 2030 (come Milano e altre città del mondo associate nel G40). Impegni che amministratori, aziende e start hanno assunto in ogni città dove ha fatto tappa il Treno Verde firmando il Manifesto per una mobilità a zero emissioni, dieci impegni per cambiare volto alle aree urbane e dare avvio a questa rivoluzione.

PM10 ti tengo d’occhio 2019 – AGGIORNAMENTO AL 31 marzo 2019

La classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3.

Città Centralina Superamenti da gennaio 2019
Torino Grassi 52
Rovigo Centro 50
Verona Borgo Milano 49
Cremona via Fatebenefratelli 48
Milano Senato 48
Vicenza Quartiere Italia 47
Padova Arcella 45
Venezia Via Beccaria 45
Pavia Piazza Minerva 44
Alessandria D’Annunzio 43
Frosinone Frosinone scalo 43
Treviso S.Agnese 43
Ferrara Isonzo 41
Mantova* Piazza Gramsci 41
Asti Baussano 39
Brescia Villaggio Sereno 37
Lodi Viale Vignati 37

 Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni. Aggiornamento al 31 marzo 2019

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