Oltre 30mila visitatori: il bilancio dell’edizione 2019

Dodici tappe da Sud a Nord della Penisola per promuovere una rivoluzione delle nostre città a favore di una mobilità elettrica, leggera e condivisa. Monitoraggi: 79 hotspot delle polveri sottili fatti dai volontari di Legambiente nei punti più critici delle città. Oltre 30mila visitatori e 16mila studenti che hanno potuto toccare con mano le sfide che abbiamo di fronte per segnare la fine dell’era delle fonti fossili e per dare una risposta efficace alla drammaticità dei mutamenti climatici. Più di cento esperienze di enti, associazioni, start up e imprese che hanno presentato a bordo le più innovative idee in tema di mobilità sostenibile e intermodalità, per dimostrare che questa rivoluzione è già in atto sui nostri territori.

È il bilancio della 31esima edizione del Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che oggi chiude a Milano l’ultima tappa di un viaggio durato 40 giorni. Dodici fermate lungo i binari d’Italia, con una missione ben precisa: disegnare un futuro con mobilità a zero emissioni e scommettere su un modello vincente e incentivare la mobilità sostenibile e ridurre l’inquinamento (secondo il principio europeo “chi inquina paga”), puntare sull’intermodalità e sull’elettrico, a partire dai trasporti pubblici e dalla sharing mobility.

«I temi dell’innovazione e della sostenibilità con un’attenzione particolare alle start up hanno contrassegnato la 31esima edizione del Treno Verde nel suo viaggio lungo l’Italia da Palermo a Milano. È stata l’occasione – ha sottolineato Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato di FS Italiane, nella tappa di chiusura dell’edizione 2019 del Treno Verde – per raccontare presente e futuro della mobilità. Un viaggio che ha testimoniato come da sempre nel Gruppo FS Italiane è alta l’attenzione all’ambiente e c’è un forte impegno per il trasporto green. Insieme a Legambiente, abbiamo raccontato a scolaresche e visitatori le azioni già fatte per una mobilità più pulita, sostenibile e intermodale. Non solo, sono stati presentati idee e progetti che nei prossimi anni renderanno migliori le nostre città incrementando la qualità di vita dei cittadini, grazie anche agli spunti delle numerose start up ospitate sul Treno Verde. La sostenibilità – ha continuato Battisti – passa anche attraverso le stazioni che ricoprono il ruolo di veri e propri hub del trasporto e ai nuovi treni regionali Rock e Pop, sui binari italiani da fine primavera, che sono riciclabili fino al 97% e hanno consumi energetici inferiori di circa il 30% rispetto ai convogli precedenti. Inoltre, FS Italiane è impegnata per uno sviluppo verde anche dal punto di vista finanziario utilizzando i green bond e, più in generale, tutti gli strumenti di finanza sostenibile, così da garantire il miglioramento del trasporto ferroviario regionale e metropolitano e invogliare sempre più persone a scegliere il treno, il mezzo più ecologico, per gli spostamenti di lavoro, studio o turismo».

A bordo del Treno Verde 2019, FS Italiane e Legambiente hanno ospitato le idee più innovative in materia di smart mobility, sharing economy ed ecosostenibilità, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’innovazione nella creazione della cultura della sostenibilità. Progetti realizzati da start up esterne, ma anche dai dipendenti di FS Italiane, come BeGreen, RailCharge, GreenHub, Più Bici più treno e nugo, l’app del Gruppo per acquistare, con un’unica transazione, soluzioni di viaggio che integrano diverse modalità di trasporto: dal treno all’aereo, dall’autobus alla metropolitana, dal traghetto al car e bike sharing.

La mobilità urbana, sottolinea Legambiente, deve cambiare volto. I monitoraggi sui flussi di traffico realizzati dai volontari di Legambiente nelle città dove ha fatto tappa il convoglio ambientalista evidenziano una incontrastata presenza di auto che surclassano ovunque tutti gli altri mezzi di trasporto sostenibili (bici e trasporto pubblico). C’è però da sottolineare che sono sempre di più le persone che decidono di muoversi in bici (anche elettriche), private o in sharing, così come è in forte aumento la richiesta di utilizzo dei nuovi mezzi legati alla micromobilità elettrica, quelli dedicati al trasporto di singole persone, come monopattini, monoruota, skate, hoverboard e segway.

Presentate in alcune delle città toccate dal Treno Verde una serie di anteprime della ricerca CittAccessibili di Legambiente e Fondazione Serono. La ricerca, primo esempio in Europa, ha voluto osservare la situazione dei centri urbani per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. Il questionario alla base dello studio ha prodotto 56 diversi indicatori divisi in cinque grandi aree: una generale, relativa ai diversi aspetti dell’accessibilità di aree ed edifici pubblici e privati, le altre specifiche per lo spazio pubblico, i trasporti, i servizi, gli investimenti. Al questionario ha risposto oltre il 70% dei Comuni interpellati città (73 su 104). La situazione complessiva del Paese non appare affatto tranquillizzante. I dati di CittAccessibili relativi alla tappa di Milano saranno presentati venerdì 5 aprile a bordo del Treno stesso.

«Per liberare le nostre città dalle auto è necessario anche incentivare l’utilizzo di mezzi leggeri, facilmente ricaricabili a casa o in ufficio, trasportabili (in treno, in metro, in auto), non inquinanti e in grado di percorrere rapidamente tragitti di alcuni chilometri – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –. Mezzi che stanno riscuotendo sempre più successo perché perfetti per i piccoli spostamenti urbani, ma che purtroppo non possono circolare nelle nostre città perché non sono riconosciuti dal Codice della Strada e quindi soggetti a possibili multe. Per questo dal Treno Verde abbiamo lanciato una petizione per chiedere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di approvare al più presto il Decreto che autorizzi nei Comuni la circolazione sperimentale della micromobilità elettrica, previsto nell’ultima legge di bilancio ma non ancora emanato».

Tra le migliori esperienze italiane su questi temi salite a bordo del Treno Verde ci sono quelle del consorzio Ecopneus, partner principale del convoglio ambientalista; dei partner sostenitori Enel X e Ricrea; dei partner Bosch, Iterchimica, Montello, Valorizza (brand di Sma e Gemmlab); e dei partner tecnici Con.Tec, Ecoplus, 100% Campania – Formaperta o come le esperienze dei partner start up Lime e Movecoin.

Media partner del tour del convoglio ambientalista sono stati la Nuova Ecologia e QualEnergia. Gli allestimenti delle carrozze sono stati curati, invece, dall’Accademia delle Arti e nuove tecnologie di Roma.

Come di consueto, in ogni città dove ha fatto tappa il Treno Verde è stato realizzato uno speciale monitoraggio scientifico per misurare le polveri sottili (PM1, PM2.5 e PM10), anche grazie al progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science (il contributo dei cittadini alla misurazione del livello di inquinamento e alla definizione delle soluzioni). Tutti i monitoraggi sono disponibili sulla mappa interattiva disponibile sul sito www.volontaripernatura.it.

 

1 Comment

  1. marcello scurria ha detto:

    Qui a Palermo o qui in Sicilia, abbiamo tutto quello che serve per dimostrare in poco tempo (per ora, a parte le allodole, non c’è quasi nulla; più nulla che niente) come funziona e fare funzionare con il ritorno finanziario di una economia di scala, la viabilità elettrica. I soldi, lo sappiamo, ci sono. IL problema è che dove ci sono i soldi ci stanno solo i ladri dei soldi pubblici e dei finanziamenti internazionali. Non sono, dico di me, la solita solfa. Sono l’uomo politico giusto al posto giusto. Io i soldi li trasformo in felicità per i cittadini e i siciliani.

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