Tutti i dati delle energie rinnovabili in Friuli-Venezia Giulia

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Sono 101 i comuni friulani 100% rinnovabili per la parte elettrica, in grado, cioè, di produrre più energia di quella consumata dalle famiglie residenti

In Friuli-Venezia Giulia negli ultimi anni la crescita delle energie rinnovabili, sebbene al di sotto della media nazionale, è stata significativa sia per quanto riguarda la potenza installata che per la produzione di energia. Oggi il 27,1% del totale dei consumi complessivi di energia è coperta da fonti rinnovabili, grazie ai 31.040 impianti diffusi nel 100% dei comuni. Il dato impressionante è quello della crescita nella produzione del solare fotovoltaico (+1.082%) passata da circa 44 GWh/anno con 92,9 MW del 2010 ai 520,2 GWh/anno  e 512,2 MW del 2016 e che si conferma la tecnologia più diffusa in termini numerici con il 99,2% degli impianti, seguiti da impianti idroelettrici e da quelli alimentati da biomasse. In termini di produzione è però l’idroelettrico a fornire il maggior contributo di energia elettrica con il 56,5% del totale prodotto da fonti rinnovabili, seguiti dalle bioenergie (25,1%) e dal fotovoltaico (18,4%).

È questo in sintesi il quadro che emerge dall’edizione regionale del rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato grazie al contributo di Enel Greenpower e presentato questa mattina a Trieste in occasione dell’arrivo in città del Treno Verde, il convoglio ambientalista di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che sta viaggiando lungo i binari d’Italia  per chiedere all’Europa e all’Italia maggiori impegni nel Pacchetto Energia e Clima 2030 e traghettare così il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione del proprio sistema energetico. Alla presentazione del rapporto hanno partecipato Davide Sabbadin, Portavoce Treno Verde, Elisa Nannetti, Direttrice Regionale Trenitalia, Rita Casalini, Struttura Innovazione, Direzione Centrale Innovazione e Sistemi informativi Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Sandro Cargnelutti, Presidente regionale di Legambiente Friuli Venezia Giulia, Matteo Mazzolini, direttore di APE FVG (Agenzia Per L’Energia del Friuli Venezia Giulia).

«I numeri e le esperienze presentate oggi in Friuli Venezia Giulia dimostrano come queste tecnologie siano in grado non solo di portare vantaggi ambientali ed economici ai cittadini, ma anche di entrare nel bilancio energetico di aziende e territori modificando profondamente il sistema energetico del nostro Paese. Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili al 2030 e di decarbonizzazione al 2050 è necessario, però, che si facciano subito scelte coraggiose e lungimiranti – dichiara Davide Sabbadin, portavoce del Trenoverde – superando in fretta le barriere all’autoproduzione per famiglie, condomini e imprese. C’è bisogno di un rinnovato protagonismo degli enti pubblici per favorire in concreto la nascita di cooperative energetiche e altre di forme di autoconsumo da fonti rinnovabili».

Tornando ai dati del rapporto, la maggior potenza da fonti rinnovabili installata nella regione è presente nella provincia di Udine con 628,1 MW complessivi, seguita da Pordenone (370,9 MW), Gorizia (94,5 MW) e Trieste (43,6 MW). In termini di produzione di energia è sempre la provincia di Udine (1.403,4 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili – con idroelettrico a giocare il ruolo da protagonista con 861,2 GWh/anno – seguita da Pordenone (1.022,1 GWh/anno), Gorizia (337,4 GWh/anno) e Trieste (88,3 GWh/anno).

«Quella dei cambiamenti climatici è la sfida cruciale dei prossimi decenni – dichiara Sandro Cargnelutti, presidente regionale di Legambiente Friuli Venezia Giulia – finalmente le rinnovabili sono una tecnologia ormai consolidata nel mercato ma è necessario fare di più, incentivando l’autoproduzione e promuovere così un ruolo attivo dei cittadini, famiglie ma anche delle piccole imprese. Abbiamo bisogno però di un Piano Clima in grado di trasformare le azioni di adattamento e mitigazione in un’occasione di rilancio economico dei nostri territori, di nuove regole per l’utilizzo e la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili e una visione lungimirante, in grado di trasportarci verso gli obiettivi climatici al 2030 e al 2050».

Escludendo il grande idroelettrico, secondo i dati del rapporto sono 101 i comuni del Friuli-Venezia Giulia che grazie alle fonti rinnovabili producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie. Pavia di Udine (UD), Zoppola (PN) e Spilimbergo (PN) sono i primi tre comuni che possiamo definire 100% rinnovabili elettrici e che, senza entrare nel merito della qualità degli impianti, meglio rispondono, sempre teoricamente, al fabbisogno elettrico dei territori non solo dal punto di vista quantitativo ma anche di mix di impianti. Entrando nel merito delle singole fonti, sono 38 i Comuni che in Friuli-Venezia Giulia producono grazie al fotovoltaico più̀ energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti. Numeri importanti che si accompagnano ai 19 Comuni in cui gli impianti solari fotovoltaici, sarebbero in grado, se l’energia fosse autoprodotta, di coprire tra l’80 e il 99% dei consumi elettrici domestici, e ai 39 il cui contributo varierebbe tra il 50% e il 79%.

Ci sono anche i 209 Comuni del solare termico, i 75 dell‘idrolettrico che riescono a soddisfare il fabbisogno di quasi 300mila famiglie. Sono invece 9 i Comuni dove sono presenti impianti geotermici a bassa entalpia o pompe di calore capaci di soddisfare tutti o parte dei fabbisogni termici di case, scuole, centri commerciali. 171  i Comuni che possiedono sul proprio territorio almeno un impianto a bioenergie per una potenza complessiva di 91,5 MW elettrici e 33,9 MW termici.

Approfondimenti: scarica il Rapporto Comuni Rinnovabili Friuli-Venezia Giulia

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